Archivio della categoria: psichiatria

Le rimuginazioni ossessive

Nel tentativo di risolvere un dubbio, la mente ne crea un altro, e da questo ne nasce un altro ancora. Come nascono le rimuginazioni ossessive, e come uscirne.

rimuginazioniLo conoscete il “paradosso dell’orso polare”? Se qualcuno vi dice: “Nel prossimo minuto non pensare a un orso polare!”, voi non potrete fare a meno di visualizzare l’animale. È il meccanismo alla base delle rimuginazioni ossessive, pensieri ripetitivi e intrusivi di cui non ci si riesce a liberare. La difficoltà nasce proprio dal fatto che chi ha questi pensieri fa di tutto per resistervi, per sopprimerli, per cercare di cacciarli dalla sua mente. Questo sforzo continuo non solo è inutile, ma è la ragione per cui diventa impossibile smettere di rimuginare, e si finisce col sentirsi intrappolati in una battaglia senza fine. Continua a leggere

Il narcisismo

Disturbo di personalità o epidemia globale? Che cos’è davvero il narcisismo, termine entrato nell’uso quotidiano ma il cui reale significato quasi nessuno conosce.

narcisismo sricciardelli martaerba.itNarcisi lo siamo un po’ tutti. La differenza è che il fanciullo del mito si rifletteva in uno specchio d’acqua, noi nel display dello smartphone, tra un selfie e l’altro. Ci si scherza, ma la selfie-mania è solo la punta dell’iceberg dell’epidemia di narcisismo che sta contagiando il mondo: tutti ci teniamo a fare una buona impressione sugli altri, tutti spendiamo soldi ed energie per essere belli e apparire più giovani, tutti ci illuminiamo per ogni “mi piace” aggiunto ai nostri post su facebook o twitter. Ma allora, viene spontaneo domandarsi: se narcisisti lo siamo un po’ tutti… ha ancora senso considerare il narcisismo una patologia?

 

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Psichiatria o psicoterapia?

Che cosa è meglio scegliere per curare un malessere mentale? Gli ultimi studi orientano verso la psicoterapia, eventualmente associata a una terapia farmacologica.

psicoterapia sararicciardelli per martaerba.itUna persona su cinque. Sarebbero diversi milioni gli italiani che, secondo uno studio promosso dall’OMS, hanno sofferto nel corso della vita di un malessere di origine mentale. Tra i più frequenti: la depressione (una persona su dieci), le fobie, il disturbo post-traumatico da stress, l’ansia, gli attacchi panico. Ma se negli ultimi quarant’anni è prevalsa l’idea che alla base di questi disturbi ci fossero squilibri chimici del cervello – e che quindi la cura migliore fosse la terapia farmacologica – da qualche anno a questa parte questa teoria è diventata meno convincente. Mentre le ricerche che danno valore ai risultati della psicoterapia – cioè a una cura basata sulla relazione, tra paziente e terapeuta – aumentano.

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Gli psicofarmaci

psicofarmaciL’armamentario dello psichiatra comprende quattro categorie di farmaci (i cosiddetti “psicofarmaci”): gli antipsicotici (che riducono i deliri e le allucinazioni), gli ansiolitici (che alleviano l’ansia), gli antidepressivi (che migliorano l’umore) e gli stabilizzanti dell’umore (che evitano i picchi di tristezza e di “mania”, caratteristici del disturbo bipolare). Si tratta di farmaci scoperti per serendipità, cioè per caso: mentre erano studiati per altri motivi, si è scoperto che avevano anche un effetto sul comportamento.

Studiando il loro meccanismo d’azione sono quindi state ipotizzate le cause dei vari disturbi. Poiché gli antidepressivi aumentano la disponibilità del neurotrasmettitore serotonina si è ipotizzato che la depressione sia causata da una sua carenza. Poiché invece gli antipsicotici abbassano la dopamina si è ipotizzato che malattie quali la schizofrenia siano causate da un eccesso di questo neurotrasmettitore.

Tuttavia ogni malato fa storia a sé, cioè non è dato sapere quali farmaci del ventaglio a disposizione, e a quali dosaggi, funzionerà meglio, per cui gran parte del lavoro dello psichiatra consiste nel calibrare la terapia sul singolo paziente procedendo per tentativi, associando spesso farmaci diversi e monitorando l’insorgenza di effetti collaterali (che spesso servono a capire quando si è raggiunta la dose terapeutica). L’insorgenza di effetti collaterali – che nei farmaci di nuova generazione è comunque contenuta – è spesso inevitabile, ed è dovuta al fatto che i neurotrasmettitori cerebrali hanno varie funzioni, e non solo quella legata al disturbo che si vuole curare.

Il disturbo narcisistico di personalità

Che caratteristiche ha un narcisista? I criteri del disturbo narcisistico di personalità secondo il DSM.

NarcisoSecondo il DSM, il manuale diagnostico degli psichiatri, soffre di “disturbo narcisistico della personalità” chi risponde ad almeno 5 di questi nove criteri.

  • ha un senso grandioso di importanza, si aspetta di essere notato come superiore anche senza una reale motivazione
  • è assorbito da fantasie di illimitato successo, potere, amore, bellezza
  • si sente unico e speciale, e compreso solo da certe persone (altrettanto speciali)
  • ha eccessive richieste di attenzione e di ammirazione
  • si sente in diritto di meritare privilegi più degli altri
  • tende a sfruttare gli altri per i propri interessi
  • manca di empatia verso i problemi delle altre persone
  • spesso è invidioso degli altri, o crede che gli altri lo invidino
  • reagisce alle critiche con rabbia, vergogna o umiliazione