Per una visione integrata

“La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni”.
Paul Watzlawick

 

favola elefante e ciechiC’è una famosa favola di origine indiana che racconta di un gruppo di ciechi chiamato a esaminare un elefante: ciascuno ne tasta una parte diversa (chi le orecchie, chi la proboscide, chi le zampe…) e ne riporta una personale descrizione, nessuna delle quali corrisponde a ciò che è davvero un elefante.

Nella nostra cultura c’è un problema di fondo, tuttora irrisolto: l’idea che la mente e il corpo siano due entità ben distinte. Si tratta di quello che il neuroscienziato Antonio Damasio ha definito “l’errore di Cartesio”: il filosofo del “Cogito ergo sum” nel ’600  aveva ipotizzato l’esistenza di una sostanza pensante (la “res cogitans“, cioè il pensiero) e una sostanza estesa (“res extensa“, cioè la materia), separando così la mente dal corpo. Questa idea ha condizionato il pensiero occidentale nei secoli successivi, tanto è vero che la medicina e la psicologia hanno sempre seguito binari separati. Oggi questa visione è superata, ma i percorsi di studio tradizionali stentano a farsi carico di questa nuova consapevolezza. Il risultato è che, come i ciechi della favola, ben pochi medici hanno competenze psicologiche e ben pochi psicologi sanno come funziona il corpo umano, il che diventa un problema per entrambi quando si trovano a dover assistere persone che non sono MAI “tutto corpo” o “tutto mente”.

A complicare ulteriormente la situazione c’è il fatto che il mondo della medicina è frammentato nelle varie specializzazioni, e che quello della psicoterapia è ancora più confuso per l’abbondanza di modelli di riferimento anche tra loro molto diversi (psicoanalisi, cognitivismo, gestalt, ecc), che rendono difficile a chiunque si trovi in una situazione di disagio scegliere a quale professionista rivolgersi.

Di soluzioni semplici a questo problema non ce ne sono. L’obiettivo di questo sito è anche quello di raccontare la complessità di questa materia attraverso articoli, interviste, recensioni, cercando di ospitare tutti i punti di vista e di favorire connessioni e integrazioni. Probabilmente anche i ciechi della favola, se avessero abbandonato l’idea di avere la verità in mano e avessero condiviso le proprie conoscenze, sarebbero arrivati a “vedere” l’elefante nella sua interezza.