Lo zen e l’arte del paradosso

zen paradossoUn monaco domandò al maestro:”Che cos’è lo Zen?”
“È la vita di tutti i giorni”.
“E come ci si avvicina ad esso?”
“Più cerchi di avvicinarti, più te ne allontani”.

Il buddismo zen è una corrente filosofico-religiosa diffusa soprattutto in Giappone che fa largo uso dei paradossi. Questi ultimi vengono diffusi soprattutto attraverso i “koan“, brevi racconti di difficile comprensione per una mente occidentale (abituata alla logica classica) che avrebbero proprio il compito di “risvegliare la consapevolezza”, avvicinando alla verità. Secondo il filosofo Douglas Hofstadter, lo scopo dei koan è quello di destabilizzare,”perché quando ci si trova in uno stato di perplessità la mente comincia a operare in modo non logico. E solo procedendo al di fuori della logica si può fare il balzo verso l’illuminazione”. L’illuminazione significa trascendere il dualismo, dove per dualismo si intende la divisione concettuale del mondo in categorie. E trascendere anche il linguaggio, dal momento che le parole rappresentano una categoria concettuale, una suddivisione artificiale del mondo.”Lo zen è una filosofia che sembra aver fatto propria l’idea che la Via alla verità definitiva sia irta di paradossi. Sopprimere la percezione, sopprimere il pensiero logico, verbale, dualistico: questa è l’essenza dello zen. Il mondo non può essere spezzettato in parti” scrive Hofstadter.

Vedi articolo principale I paradossi della comunicazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.