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Perché il cervello ha due emisferi

Uno psichiatra scozzese, Iain McGilchrist, formula un’ipotesi affascinante: l’emisfero cerebrale destro è connesso alla realtà, il sinistro la interpreta. Ma che accade se l’interprete prende il potere?

Perché il cervello è diviso in due? Perché non possediamo un unico groviglio sferico di neuroni interconnessi, bensì due emisferi distinti, collegati tra loro da un fascio di fibre  (il “corpo calloso”)? Può sembrare una domanda oziosa, ma non lo è. La tesi di Iain McGilchrist, psichiatra scozzese autore del libro Il padrone e il suo emissario (Feltrinelli), è che questa divisione è necessaria non tanto per una “divisione di compiti” – come si riteneva in passato – quanto per una “divisione di ruoli”. Per essere ciò che siamo abbiamo bisogno di entrambi gli emisferi, evitando che uno prevalga sull’altro. Cosa niente affatto facile perché, avverte McGilchrist, l’emisfero sinistro sta usurpando il potere al destro. Con conseguenze potenzialmente gravi.
Proviamo a capire perché.  

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Intervista a Vittorio Gallese

Dalla simulazione incarnata alla neuroestetica. Le ricerche di Vittorio Gallese a vent’anni dalla scoperta dei neuroni specchio.

vittorio galleseAgli inizi degli anni ’90 un gruppo di ricercatori di Parma fece una scoperta che ebbe risonanza in tutto il mondo: mentre studiavano la corteccia motoria dei macachi, scoprirono che c’erano neuroni che si attivavano sia quando le scimmie compivano un’azione (come afferrare un oggetto) sia quando la vedevano eseguire da qualcun altro. Battezzarono quelle cellule “neuroni specchio”, inaugurando per le neuroscienze una nuova era (celebre fu la dichiarazione dello scienziato Vilayanur Ramachandran, che ebbe a dire: “I neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il DNA è stato per la biologia”). Del team faceva parte anche Vittorio Gallese, forse il più versatile tra gli studiosi del gruppo parmense, che ha esplorato anche campi apparentemente lontani dalle neuroscienze, come l’arte e la psicologia.
Ecco che cosa mi ha detto durante una recente intervista.  Continua a leggere

La mente orientale

Mente orientale e mente occidentale sono diverse? La disciplina emergente delle “neuroscienze culturali” cerca di capire come la cultura di appartenenza condizioni lo sviluppo del cervello

mente orientale sararicciardelliChiariamo subito: non esiste una mente orientale e una occidentale. La mente è una sola. A essere diverse (sempre meno, tuttavia, a causa delle contaminazioni reciproche) sono la cultura orientale e quella occidentale, che possono influenzare lo sviluppo del cervello, notoriamente “plastico”.  Continua a leggere